2 lettera - L' uomo insignificante

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2 lettera

libro

Il bambino e il calamaio d’inchiostro


L’uomo insignificante non riesce a non pensare che il sistema migliore sia di dare   lezione di buona educazione di vita nelle scuole cominciando da quando i bambini sono piccoli, educazione verso il prossimo,  non buttare la carta per terra,   non scrivere sui muri  o sui treni e tutto il resto di cattiva educazione.
          Da sempre non ho mai accettato che alcuni genitori picchiano i bambini in continuazione  per qualunque stupidaggine    
            Non  ho mai accettato che un bambino litiga con l’altro a scuola e per  le strade o si fanno dispetti fra di loro, nascondendo oggetti propri per farlo piangere o disperare.
          Scrivo questo perché quando ero piccolo e ingenuo a scuola  i miei compagni di banco mi portavano via penne matite e per scherzo mi schizzavano l’inchiostro sui quaderni, quei famosi e schifosi calamai  pieni d’inchiostro con le penne a pennino  che scolavano sempre sui quaderni.
          Viva la faccia delle penne bic che sono in commercio adesso, perché io quando andavo a scuola ero bambino e facevo la seconda elementare.
          Una bella mattina di primavera in classe avevo sul banco il quaderno a righe aperto, dopo un attimo lo trovai tutto schizzato d’inchiostro, il maestro se ne accorse e mi chiamo vicino a lui, prese la frusta di frassini e mi promise 25 frustate sulla mano sinistra, cominciò a frustarmi, io peggio di Muzio Scevola che lasciò bruciare la sua mano sul braciere.
          Io lasciai la mano aperta e il braccio teso per tutte le 25 frustate senza un sospiro di lamento.
          Il maestro si ritenne offeso in quanto io alla fine rimasi ancora col braccio teso e mano aperta, all’istante decise di regalarmi altre 25 frustate alla mano destra, io obbedivo agli ordini braccio destro spianato e mano aperta e il maestro arrabbiatissimo dava altre 25 e forse più frustate ed io senza fare un lamento! Non ricordo se il maestro rimase soddisfatto della sua vittoria.
          Le mani si gonfiarono e io lo dissi a mia madre , ma non capì mai se mia madre fosse andata dal maestro a rimproverarlo, non ricordo se il maestro continuò l’anno di scuola, in quanto non ricordo altre punizioni di quel genere.
L’altra faccia e che non ho mai accettato che tanti bambini si rivoltano contro uno, o dieci contro tre mortificandoli o schivandoli in quanto malvestiti o poveri o ricchi o ricchissimi, nessuno ha il diritto di mortificare l’altro.
          E’ orrendo e bestiale che un adolescente comanda tanti adolescenti  specialmente se non vi è stato insegnato l’educazione necessaria e il buon comportamento civile e morale.
          Nei primi di agosto del 1996 verso le ore 17 sono salito sulla metro B alla Magliana per direzione Rebibbia ,con me sono saliti anche nove ragazzi fra i 14 e 16 anni e si sono messi tutti seduti, hanno occupato quattro posti più quattro di fronte, uno dietro di me seduto, io stavo in piedi.
A S. Paolo è salita un’anziana signora che faceva fatica a stare in piedi, per il caldo è l’età superata.  
          Io che ho una buona educazione sui mezzi pubblici cedo sempre il posto alle persone in difficoltà.
          Così quel sabato di Agosto mi sono rivolto ai ragazzi della metro B di cedere un posto a quella anziana signora che era in difficoltà di stare in piedi, quegli  otto seduti quattro di fronte ai quattro si stavano guardando in faccia alla mia richiesta, pensai può darsi che il posto a sedere glielo concedono.
          Avvenne che quello che stava vicino a me li guardò e disse no !!! Io guardando loro tutti dissi:” come no!” Io credevo con certezza di vincere la sfida e ripetei è anziana dategli un posto ma quello che stava vicino a me che forse era il loro capo aveva un laccio a collo con ciondoli di avorio li muoveva guardandomi in faccia come sfida è ripeté  ho detto no! è poi no! I ragazzi non si mossero, la signora anziana dovette stare  in piedi.
          Io diventai una belva mi sarei mangiato un leone per la collera, ma sapevo anche che non li potevo toccare.
          Mi sfogai dicendo non farti mai trovare da solo sui i miei passi in quanto mi fai pena e non rispondere una parola.
          Per fortuna il ragazzo non rispose in quel momento ma quando stavamo per arrivare alla stazione Termini i ragazzi cominciarono a fare versi di presa in giro.
          E’ l’uomo insignificante uscì sconfitto dai ragazzi maleducati di Roma.         
Sperando che si migliori nell’educazione del prossimo e tutto il resto messo insieme per il bene di tutti noi, vi saluta l’uomo insignificante.
                                                         
   
                                                                         Cioffi Umberto



Roma, 5/3/1997


 
 
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